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Dimaro
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mwiaDimaro (mwiqIPA: /diˈmaro/,cite-ref-5[5] mwjwDimàr in mwkasolandrocite-ref-6[6]) è il capoluogocite-ref-0-7-0[7] del mwmqcomune italiano di mwmgDimaro Folgarida in mwmwprovincia autonoma di Trento. Il centro abitato di Dimaro, così come definito dall'Istat, include le frazioni di Dimaro e mwnaCarciato, unite dallo sviluppo urbanistico degli ultimi decenni.cite-ref-0-7-1[7]cite-ref-8[8] Dimaro è stato comune autonomo fino al 31 dicembre 2015, data in cui contava mwpq1 298 abitanti,cite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] poi soppresso per l'istituzione del comune di Dimaro Folgarida il 1º gennaio 2016.
Il paese dista pochi chilometri da mwqwMadonna di Campiglio.
Contents
• Storia
• Simboli
• Luoghi
• Società
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Territorio
La posizione strategica del paese di Dimaro ha rappresentato un buon motivo per il suo sviluppo economico e sociale. Il paese si trova infatti sullo snodo viario della mwsaValle di Sole (mwsqStrada statale 42 del Tonale e della Mendola) con il Passo di mwsgCampo Carlo Magno e mwswMadonna di Campiglio (strada statale n. 239). In tempi recenti la mwtaferrovia a scartamento ridotto che congiunge la Valle di Sole con il capoluogo di Trento ha aperto una stazione nei pressi dell'abitato (mwtqStazione di Dimaro-Presson), che così si qualifica anche come snodo ferroviario. Il paese controlla così la porta di accesso dalla Valle di Sole al Gruppo montuoso del mwtgBrenta e al mwtwParco naturale Adamello-Brenta, attraverso la mwuaVal Meledrio.
Dimaro si trova alla base di un conoide, tra due mwugtorrenti (il Meledrio ed il mwvaNoce) ben regimentati, che se un tempo potevano costituire anche un possibile motivo di pericolo, oltre che una fonte di mwvqenergia e di benessere, ora sono strumenti importanti di sviluppo turistico e segno di qualità ambientale (mwvgpista ciclabile, sport fluviali, mwvwpesca sportiva, passeggiate, ecc.). Per diversi secoli tale posizione è stata sfruttata dal sistema medioevale in vigore per riscuotere le tasse sul traffico di merci e sui beni in transito dalla Valle di Sole in Valle Rendena (Dazio presente nella Casa de Mazzis).
Lo sviluppo urbano del XX secolo ha fatto sì che il centro urbano di Dimaro inglobasse anche Carciato, piccolo villaggio alpino, che conserva intatte alcune delle sue caratteristiche case antiche. Il centro storico si trova alle falde del mwwqSasso Rosso e ai margini della mwwgSelva, sulla mwwwdestra orografica del torrente Meledrio.
Alte montagne circondano e proteggono la conca valliva in cui si distendono i paesi di Dimaro e Carciato: sono le cime del Sasso Rosso, del Castellaccio, della Cima Nana. Più oltre, si stagliano vertiginose le pareti calcaree delle mwxqDolomiti di Brenta o quelle aspre ed impervie del mwxggruppo granitico dell'Adamello e della Presanella. Sull'altro fianco della valle sono osservabili le prime cime del mwxwgruppo Ortles-Cevedale, che lascia poco discosti i suoi picchi ricoperti da ghiacciai e perenni bianchi nevai.
Un fitto intrico di rivi, torrentelli, cascatelle e ruscelli, sorpassati spesso da sentieri ben attrezzati e di facile agibilità, accompagna ed innerva la natura circostante, ricca di prati verdi, di fitte abetaie, d'imponenti lariceti, fino a guadagnare gli alti pascoli e gli affascinanti ghiaioni che si distendono ai piedi delle tormentate cime.
Storia
«... è un paese tra i più antichi della Valle di Sole, luogo di transito sulla strada per le Giudicarie. Il ritrovamento di una spada di bronzo, di una statuetta enea raffigurante un
velite
(?) e di una moneta di Antonino Pio, fa ritenere che i luoghi erano abitati già in epoca protostorica, sicuramente romana.»
(Aldo Gorfer)
I primi insediamenti pare risalgano all'epoca preromana e romana grazie ad un ritrovamento di una spada bronzea e di una mwzamoneta di mwzqAntonino Pio.cite-ref-9[9]
Le origini del paese sono avvolte nel silenzio documentale che accompagna i secoli dell'alto medioevo e solo agli inizi del mwawXIII secolo cominciano ad apparire i nomi dei primi abitanti della piccola comunità di montagna. Il mwbatoponimo Dimaro appare per la prima volta nel mwbq1200 come mwbgde Imaio, nel mwbwmwcaCodex Vangianus come mwcqde Imaio e nel 1285 come mwcgImarum.cite-ref-10[10] Il nome deriva dal latino mwdwimus che significa "posto in basso" rispetto alla sommità del Dosso di Santa Brigida o rispetto al passo di mweaCampo Carlo Magno.
Anche Carciato, paese confinante con quello di Dimaro e da esso separato dal torrente Meledrio, annovera origini antiche e vanta una storia che attraversa molti secoli.
Dimaro e Carciato sono state per secoli (sicuramente dal mwew1200 in poi) mwfavicinie o mwfquniversitates singole, all'interno del nesso istituzionale del mwfgprincipato vescovile di Trento. Dal punto di vista ecclesiastico, seppure autonome, hanno sempre condiviso un'unica curazia, a servizio di entrambe e, di conseguenza, un unico servizio scolastico. In quanto autonome, le due comunità erano dotate di un territorio ben definito, possedevano beni comuni (mwfwpascoli, mwgamalghe, boschi, strade e vie di comunicazioni, mwgqacquedotti, mwggsegherie) accanto a beni singoli o privati (case, orti, prati, bestiame, cascine, ecc.) ed erano gestite attraverso la mwgwmwharegola, o insieme di norme di autogoverno, amministrate da una magistratura locale e approvate dall'autorità vescovile.
La vita economica era concentrata soprattutto nell'allevamento del bestiame e nello sfruttamento della terra (mwhgagricoltura) e del bosco (mwhwsilvicoltura). Poco rilevanti i commerci, anche se abbastanza diffuso era un artigianato locale, chiamato a fornire gli strumenti essenziali per la vita quotidiana. Tipici di Dimaro furono i mwiacaràdori, cui competeva il trasporto del legname dal bosco verso le segherie. Un piccolo distretto industriale si trovava lungo il torrente Meledrio, con mwigmulini, segherie, mwiwmagli, mwjacalcàre, malghe e luoghi deputati alla produzione del carbone di legna.
Con la fine politica del mwjgprincipato vescovile, seguita alle intricate vicende napoleoniche e al mwjwCongresso di Vienna, i paesi di Dimaro e Carciato entrarono a far parte della contea principesca del Tirolo, ambito amministrativo territoriale dell'mwkaImpero austro-ungarico. Con la riforma interna del mwkq1868 ambedue i comuni furono inseriti nel capitanato politico di mwkgCles e nel distretto giudiziario di mwkwMalé.
Il 17 settembre 1915 il paese fu distrutto da un incendio che bruciò sessantasei case lasciando un centinaio di famiglie senza dimora.cite-ref-11[11]
Durante la mwmgprima guerra mondiale ebbero a subire tutte le conseguenze della leva in massa contro la mwmwSerbia e della successiva presenza di un fronte attivo a poche decine di chilometri, sul mwnapasso del Tonale, linea diretta di scontro tra mwnqImpero d'Austria e mwngRegno d'Italia. Dal mwnw1918 Dimaro e Carciato furono comuni autonomi e distinti del Regno d'Italia, ma nel mwoa1928 il mwoqFascismo li unì coattivamente in un unico comune con mwogPresson, mwowMonclassico, mwpaBolentina e mwpqMontèscite-ref-12[12]. Solo dopo la mwqgseconda guerra mondiale, con Legge regionale dei primi mwqwanni cinquanta, il Comune di Dimaro si limitò alle sole frazioni di Dimaro e Carciato.
A seguito del referendum consultivo del 14 dicembre 2014 i comuni di Dimaro e mwsqMonclassico sono stati fusi nel nuovo comune di mwsgDimaro Folgarida che è stato istituito il 1º gennaio 2016.cite-ref-13[13]
Il 29 ottobre 2018, durante l'mwuaondata di maltempo che ha colpito il Nord Italia, la parte occidentale del centro abitato (località Gole e Rovina) è stata colpita da una frana causata dall'esondazione del rio Rotian provocando una vittima, 150 sfollati, danni materiali alle abitazioni e problemi di viabilità con la chiusura temporanea delle due principali vie di comunicazione, la mwuqSS 42 del Tonale e la mwugSS 239 di Campiglio.cite-ref-14[14]
Simboli
Stemma
Lo stemma comunale era stato approvato con deliberazione della Giunta provinciale del 13 marzo 1980. cite-ref-15[15]
«Trinciato di rosso alla
ruota dentata
di bianco imperniata di giallo; di bianco di tre
abeti
di verde, con segni esterni del Comune.
»
Gonfalone
Il gonfalone era stato concesso con D.G.P. del 18 giugno 1982.cite-ref-17[17]
«Drappo rettangolare bordeaux; lato inferiore ornato di arabeschi e frange, caricato nel centro dello stemma comunale contornato dall'iscrizione centrale "Comune di Dimaro" e da corona di rami di quercia e di rami di alloro uniti da nastro. Asta in metallo.»
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mw3qChiesa di San Lorenzo (mw3gXV secolo), contiene affreschi dei fratelli mw3wGiovanni e mw4aBattista Bascheniscite-ref-18[18] e altari di Giovanni Battista Ramuscite-ref-valle-di-sole-bezzi-19-0[19]
• Cappella della Madonna del Rosario (1909), detta mw6wMadonnina
Architetture civili
• Casa del Dazio (o Casa de Mazziis) (mw7wXVI secolo), della famiglia de Mazziis oriunda di mw8aPieve di Bonocite-ref-valle-di-sole-bezzi-19-1[19]
Luoghi
• Ecomuseo della Val Meledrio
Società
Evoluzione demografica
Geografia antropica
La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1928 aggregazione di territori dei soppressi comuni di Bolentina, Carciato, Monclassico, Montes e Presson; nel 1953 distacco di territori per la ricostituzione del comune di mwaqeMonclassico comprendendo anche i territori degli ex comuni di Bolentina, Montes e Presson (Censimento 1951: pop. res. 946).cite-ref-21[21] Il comune di Dimaro faceva parte della mwaqyComunità della Valle di Sole.
Infrastrutture e trasporti
Dimaro è servito dalla mwaqkstazione di Dimaro-Presson che si trova sulla mwaqolinea ferroviaria Trento-Malé-Mezzana.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 10 luglio 1985 | 22 maggio 1990 | Udalrico Fantelli | DC | Sindaco | |
| 22 maggio 1990 | 5 giugno 1995 | Udalrico Fantelli | DC | Sindaco | |
| 5 giugno 1995 | 6 marzo 1998 | Udalrico Fantelli | Lista civica | Sindaco | [ 22 ] |
| 8 giugno 1998 | 15 maggio 2000 | Maurizio Albasini | Lista civica | Sindaco | |
| 15 maggio 2000 | 9 maggio 2005 | Maurizio Albasini | Lista civica | Sindaco | |
| 9 maggio 2005 | 18 maggio 2010 | Romedio Menghini | Lista civica | Sindaco | |
| 16 maggio 2010 | 31 dicembre 2015 | Romedio Menghini | Lista civica | Sindaco | |
Gemellaggi
Sport
• Nel mwaro1981 Dimaro ospitò l'arrivo della 18ª tappa (mwarsBorno-Dimaro) del mwarw64º Giro d'Italia, vinta da mwar0Miguel María Lasa e la partenza della 19ª (Dimaro-mwar4San Vigilio di Marebbe), vinta da mwar8Giovanni Battaglin.
• A partire dal mwase2002 è sede di ritiri di società calcistiche italiane di mwasiSerie A e mwasmB quali: mwasqBolognacite-ref-23[23], mwaskBresciacite-ref-24[24], mwas4Livornocite-ref-25[25], mwatmSienacite-ref-26[26]. Dal mwatg2011 Dimaro ospita i ritiri estivi anche del mwatkNapolicite-ref-27[27].
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwauymwaucmwaugCensimento della popolazione e delle abitazioni 2011 (mwaukmwauoZIP), su mwausistat.it. Nota Bene: il dato si riferisce al centro abitato di Dimaro, come definito dall'Istat.
cite-note-divamm-sismica-21. mwau8mwavamwaveClassificazione sismica (mwavimwavmXLS), su mwavqrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwavgmwavkmwavoTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwavsmwavwPDF), in mwav0citerefmwav4Leggemwav8 mwawa26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaweAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwawi 151. mwawmURL consultato il 25 aprile 2012 mwawq(archiviato dall'mwawuurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-2727. ↑ Si veda per esempio le annate dei mesi di luglio de mwajmmwajqIl Mattino.
Bibliografia
• citerefstatutoStatuto (PDF), Dimaro, Comune di Dimaro, 2000.
• mwajkUdalrico Fantelli, Dimaro la carta di regola, Centro Studi per la Val di Sole, 1990.
• citereffantelli-incendioUdalrico Fantelli, In caso di incendio. Cento anni di volontariato civile del Corpo pompieri di Dimaro, Comune di Dimaro - Amorth, 1990.
Voci correlate
Collegamenti esterni